Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per offrire una migliore esperienza. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la nostra Privacy Policy .
Hai accettato l'utilizzo dei cookies da parte di questo sito

Francesca Moretti
Enologa


Francesca Moretti
Enologa, responsabile area vino Terra Moretti

Radici

Nasco e cresco negli stessi anni in cui prendeva slancio in Franciacorta il grande progetto di sviluppo territoriale ad indirizzo vitivinicolo. Erano i primi anni 70 e tra i fondatori di questo sogno c’era anche mio padre, il quale ha sempre creduto nel valore agricolo di questa terra dove la nostra famiglia ha abitato e lavorato sin dal 500. Possiamo quasi dire di aver messo radici definitive in questa terra proprio con il progetto vino, un’impresa che ti vincola ad un luogo preciso e che, proprio in virtù di questo vincolo, ti obbliga, piacevolmente, ad un approfondimento conoscitivo di tipo verticale. Così come accade per la vite che tanto più darà risultati sorprendenti quanto più noi le avremo creato condizioni tali perché le sue radici affondino nei recessi più profondi della terra.

Enologia

È stato quasi naturale dare ai miei studi un indirizzo enologico e in parte è stata anche una rivoluzione perché appartengo alla prima generazione italiana di donne enologhe alla guida di un’impresa. Una strada in salita certamente; ma in fondo siamo agricoltori e sappiamo bene che la terra migliore è quella più aspra, più difficile da coltivare e più complessa da capire. Avrei faticato di più, ma avrei realizzato il mio sogno di vivere e lavorare a contatto con la natura. Nella terra, nel vino, nelle persone che lavorano in questo settore ho trovato tutto quello che cercavo, ed è bello oggi poter raccontare delle nostre radici attraverso quello che gustiamo in un bicchiere.

Le Corti Franche, La Franciacorta

Un bicchiere di bollicine fresche ed eleganti. Questo è il concentrato della terra di Franciacorta. Riconoscerne l’attitudine a diventare una piccola Champagne d’Italia è stato il passo decisivo che ha ne ha segnato la veloce espansione verso un’unica direzione, quella di una qualità estrema la cui ricchezza di espressione risale alle origini. La forza di questa terra è infatti nelle sue radici, che raccontano di un piccolo granaio di eccellenze alimentari prediletto dalla Repubblica di Venezia nel periodo della sua massima espansione (XII – XVI secolo). Una piccola enclave contraddistinta da peculiari fattori climatici, geologici ed idrici a cui si aggiungono nel Medioevo determinanti fattori culturali quali l’opera delle numerose corti monastiche preposte alla diffusione di un’agricoltura d’eccellenza in cambio di privilegi e tutele governative (il termine Franciacorta deriva da “curtes francae” ovvero contee libere, “affrancate”, dal pagamento dei dazi in virtù della loro opera di valorizzazione delle terre attraverso l’agricoltura).

Bollicine

È da questa storia che abbiamo tratto la convinzione di poter accedere all’Olimpo delle bollicine lavorando le terre che si affacciano sulla conca del lago di Iseo, primario elemento geografico di origine morenica che ha dato alle nostre vigne singolare espressione. E in poco più di mezzo secolo ce l’abbiamo fatta: oggi la Franciacorta è una terra del vino, è un’eccezione di natura che conferma la sua vocazione nell’arte dell’assemblaggio attraverso l’opera di 100 e più produttori che fanno a gara per dare alle proprie cuvée i tratti puri ed eleganti che possiamo trovare nel paesaggio che si faccia sul Lago di Iseo. È qui che va il mio pensiero ogni volta che penso ad un bicchiere di bollicine. Questo piccolo lago, che mi ha insegnato a veleggiare governando venti improvvisi, è geologicamente responsabile della finezza delle nostre bollicine, climaticamente garante della salubrità delle nostre uve e culturalmente determinante per ogni singolo tratto che distingue questa terra e la sua gente. Dal 2012 ho la responsabilità di guidare la Strada del Franciacorta, l’associazione preposta a promuovere e valorizzare l’identità territoriale radunando intorno ad un unico percorso il senso di appartenenza di tutti coloro che, in differente modo, operano nel campo dell’accoglienza turistica. Anche questa strada ha come riferimento un bicchiere di bollicine e dentro esso tutta la magia del paesaggio e del suo senso di ospitalità.

Contadi Castaldi

Una nuova generazione di Franciacorta. L’abbiamo chiamata così la nostra Contadi Castaldi perché qui abbiamo messo a punto un nuovo modo di dare voce alla terra. Il Satèn è il Franciacorta che amiamo di più perché rappresenta il primo esperimento ben riuscito di questa volontà di esplorare l’inesplorato. Abbiamo radunato intorno a questa azienda la varietà più originale di vignaioli e di vigne. Di questa varietà abbiamo fatto il nostro punto di forza e tutta questa ricchezza è confluita in un solo, limpido risultato che perseguiamo giorno per giorno, con costanza e grande tenacia: fare delle nostre cuvée un concentrato naturale di energia, morbidezza ed eleganza per ritrovare nel bicchiere un vino scattante, fresco e piacevole.

Come in Famiglia

La storia di Contadi Castaldi si rinnova nell’incontro con la grande famiglia della ristorazione italiana che ha saputo innovare la tradizione del nostro Paese, pur tenendone immutato il cuore. Naturalità della materia prima, identità territoriale, creatività e e convivialità sono gli elementi che ci accomunano ai cibi e alle tavole che incontriamo con il tour “Come in famiglia”. Un elemento di distinzione che vorremmo rendere sempre più vivo nel presente di Contadi Castaldi e che, sono certa, ci riserverà un futuro di belle e intense sorprese.

Francesca Moretti

Enologa, responsabile area vino
Terra Moretti


Nella terra, nel vino, nelle persone che lavorano in questo settore ho trovato tutto quello che cercavo, ed è bello oggi poter raccontare delle nostre radici attraverso quello che gustiamo in un bicchiere

Incontra Francesca

Mariella Bertazzoni
Presidente


Mariella Bertazzoni
Presidente Contadi Castaldi

Dicono che Adro sia il paese del sole ardente di luce e ricco di vigne.

Da bambina

È lì che sono nata e cresciuta ed è lì che sono tornata per fare vino nella fornace dove ho trascorso tanti pomeriggi a studiare e a giocare con le mie due sorelle. La fornace era piena di attività e per noi bambine rappresentava una seconda casa. I proprietari, i signori Biasca, avevano tra figlie ognuna delle quali era la madrina di una di noi sorelle. Una fortuna per quei tempi e un bellissimo ricordo di tanti insegnamenti e di tanto affetto.

I licensì

Adro era anche il paese dei “licensì”. Negli anni ’50 chi aveva un fazzoletto di terra, qui in Franciacorta, piantava le viti per farne vino da destinare alla famiglia e in piccola parte alla vendita. Così nacquero i “ licensì ”, botteghe improvvisate con licenza breve. Spesso a gestirlo erano i muratori che d’inverno, avendo poco lavoro, si inventavano un diverso mestiere. Era un luogo dove si acquistava il vino e si giocava a carte fino a tarda sera.

Il vino e la vita

Il vino faceva parte della nostra vita in modo naturale. Un goccio di rosso in un bicchiere d’acqua zuccherata era la prima medicina dei bambini. A casa tutti bevevano il vino: per trarne energia ma anche per il piacere di assaporare il gusto della propria terra. Prendere in affitto un torchio e pigiare le proprie uve era una consuetudine comune a quasi tutte le famiglie. Io sono convinta che nel corso della storia, per queste ragioni, i nostri palati si siano lentamente affinati e forse il successo del fenomeno Franciacorta è dovuto anche a queste abitudini quotidiane.

Dai mattoni al vino

La Fornace Biasca smise di produrre mattoni alla fine degli anni ’70 e nel 1987 convinsi mio marito ad acquistarla. Sapevo che ad Emilietta, la mia madrina, avrebbe fatto tanto piacere saperla nelle nostre mani , in fin dei conti sarebbe rimasta: “come in famiglia”. Mio marito decise di seguire il mio istinto e così la comprammo. Nell’attesa di capirne la destinazione d’uso tornai a visitarla frequentemente. L’avevo “abitata” tante volte da bambina, avevo corso e giocato lungo i cunicoli ove si cuocevano i mattoni ed è proprio in questi corridoi ad arco, separati da spesse mura, che scaturì l’intuizione: crearne un luogo ove affinare il vino sfruttandone la naturale predisposizione a mantenere umidità e temperatura ad un livello ottimale. Dall’intuizione al progetto il passo fu breve: nacque così una vera e propria cantina con una sua anima e una sua personalità. Affinché il tutto rimanesse “in famiglia” affidammo la start up a Martino De Rosa, marito di Carmen la più grande delle mie figlie. Una scommessa azzeccata, mio genero riuscì a tracciare un solco preciso per Contadi Castaldi affinché si distinguesse da Bellavista: diversa ma non meno importante. E ancora adesso che mio genero ha scelto altre strade beneficiamo della sua grande intuizione.

Oggi

Oggi i rumori del lavoro sono tornati a riecheggiare in quei cunicoli. Sono rumori nuovi, moderni, innovativi; che saporano di passato e raccontano il futuro. È rimasto ancora tutto in famiglia perché ad occuparsene è una delle mie tre figlie: Francesca, l’enologo di casa. E lo spirito di “famiglia” è condiviso anche da tutti coloro che vi lavorano giornalmente perché il valore della condivisione e della squadra è la primaria ricchezza da crescere in cantina.

Come in famiglia

E se penso al passato o se guardo al futuro, a volte, mi sembra che in fin dei conti nulla sia cambiato: c’è una sottile linea invisibile che collega la fornace, il vino e la squadra e si chiama “famiglia”.

Mariella Bertazzoni

Presidente Contadi Castaldi


Se penso al passato o se guardo al futuro, a volte, mi sembra che in fin dei conti nulla sia cambiato: c’è una sottile linea invisibile che collega la fornace, il vino e la squadra e si chiama famiglia

Incontra Mariella

Vittorio Moretti
Presidente Terra Moretti


Vittorio Moretti
Presidente gruppo Terra Moretti

L'anima femminile

Se penso a come è nata Contadi Castaldi, ritrovo la sintesi di tutti gli elementi che l’hanno generata nel nome di uno dei suoi vini, il Soul Satèn. Con questa azienda abbiamo cercato l’anima della Franciacorta e l’anima di un vino, il Satèn, che ne è l’espressione più delicata, più femminile – direbbero gli enologi – più piacevole e fresca, penso io.

L'origine di ogni cosa

Dopo tanti anni passati a far sbocciare Bellavista dalla collina che ne porta il nome e ad approfondire la vocazione della Franciacorta con il Consorzio Franciacorta che ho contribuito a fondare, era arrivato il tempo di far crescere la denominazione, di scoprire nuove terre e nuove vigne, di creare “massa critica” per proporci al mondo con tutte le credenziali di una piccola “Champagne d’Italia”, come qualche giornalista aveva iniziato a chiamarci. Ero certo, e ne sono ancora più convinto oggi, che questo territorio avesse caratteristiche tali da non temere il confronto con nessuno e che solo “rubando” terra all’industria saremmo riusciti a far rinascere l’antica vocazione agricola di questa piccola enclave che già nel 500 era designata con i suoi 19 Comuni quale luogo geografico di eccellenza per la produzione di grano e di vino.

Dall'idea al progetto

Così, quando per ragioni di affetto, ho deciso con mia moglie Mariella di acquistare la vecchia Fornace Biasca, ho pensato subito di convertire gli antichi e profondi tunnel nei quali si cuocevano i mattoni in gallerie di affinamento per i nostri Franciacorta. Da lì, da quelle volte che sembravano perfettamente disegnate per conservare il vino, ha preso avvio il progetto di una realtà che avrebbe dovuto essere sempre in prima linea nel dare valore al territorio e alla sua vocazione vitivinicola. Una promessa che credo di aver mantenuto, trasferendone lo spirito ai collaboratori che ogni giorno si impegnano a far funzionare gli ingranaggi e a studiarne di nuovi per tenere alto il livello di innovazione.

Le mie figlie

Ho anche avuto la fortuna che le mie figlie Carmen e Francesca si affezionassero a questo progetto e ne condividessero lo spirito. Insieme abbiamo dato vita ad un vero marchio che è il volto giovane della Franciacorta, la cantina con maggiore propensione all’innovazione, dal prodotto alle tecniche di produzione sino alla comunicazione. Un marchio a volte è un po’ sopra le righe, ma forse proprio per questo capace di creare vini con una specifica identità e con una spiccata connotazione, pur inserendosi a pieno titolo nel solco della tradizione di Franciacorta. Insomma, tanta libertà di sperimentazione, con l’unico obiettivo della massima qualità.

Libertà e sperimentazione

E queste due anime continuano ad essere presenti nell’azienda ancora oggi: da un lato, un’organizzazione sotto tutti gli aspetti, dall’altro un grande spirito di avventura ed una grande libertà creativa. La nascita di Contadi Castaldi è stato un vero e proprio evento di famiglia, dove tutti, a cominciare da mia moglie Mariella, che ne è presidente, e di parenti più stretti che oggi collaborano alla commissione di assaggio delle cuvée, ci siamo sentiti coinvolti, quasi come in un gioco. Un gioco che è diventato impresa, competizione sul mercato, confronto e dialogo con i consumatori e i ristoratori, ricerca di nuove strade e sfida con noi stessi per continuare a migliorarci. Un gioco che, al tempo stesso, è sempre rimasto, innanzitutto, un piacere: per la qualità, per il ritrovarci insieme, per il divertimento che le bollicine di Contadi Castaldi sanno dare. A noi e ai nostri clienti.

Vittorio Moretti

Presidente gruppo
Terra Moretti


Contadi Castaldi è il volto giovane della Franciacorta, la cantina con maggiore propensione all’innovazione, dal prodotto alle tecniche di produzione sino alla comunicazione

Incontra Vittorio

Gian Luca Uccelli
Enologo


Gian Luca Uccelli
Enologo Contadi Castaldi

La prima Cuvée

Il mio primo assemblaggio in Contadi Castaldi: un mix di adrenalina e timore, alla ricerca della “visione”. Tutto sembrava difficilissimo, macchinoso, troppo mediato dalla mente, ma ad un certo punto qualcosa è successo: le Cuvée erano tutte lì, definite esattamente come la famiglia Moretti e io le avevamo immaginate, come la natura e la filosofia di cantina le sa riconoscere. Mescolando una dopo l’altra le basi, scelte tra le 64 che avevo a disposizione, abbiamo trovato il tema conduttore per ogni cuvée, quello che imprime il carattere ad ogni tipologia.
Dagli assemblaggi di quei giorni abbiamo conquistato il nostro primo Tre Bicchieri!

La prima vendemmia

La mia prima vendemmia in Contadi Castaldi. Energia, tensione, ma anche tanto desiderio di costruire un futuro per l’azienda con tutto il gruppo di lavoro che ancora oggi mi affianca. La squadra era motivata, solare e forse un po’ spavalda, ma molto genuina. La partecipazione è stata molte forte: tutti erano desiderosi di applicare le nuove pratiche che da mesi studiavamo. Ogni settore girava a mille e nello stesso tempo si creavano generose sinergie tra i ragazzi che ancora oggi costituiscono le fondamenta dell’azienda. Lavorammo ore e ore senza sosta e senza stanchezza, controllando ogni particolare e avendo cura di ogni selezione come fosse la migliore al mondo perché quelle selezioni erano le nostre!

Città e campagna

Sono nato in città, ma ho vissuto buona parte della mia vita in campagna; tra queste due realtà mi sono sempre diviso. Ho praticato tanti sport e ho lavorato tanto in campagna, ho vissuto le comodità della città e i sacrifici della campagna, lo stress della prima e la pace della seconda. Ho studiato tanto in città ma solo in campagna ho capito il valore del tempo e della passione.

Il Pinot Nero

Il Pinot Nero è una tipologia complessa, dalle sfaccettature molteplici, delicata ma nello stesso tempo profonda e di grande spessore. Deve essere gestita con cura e non può essere allevata ovunque perché necessita di clima, esposizione e quote specifiche. Il frutto è un mix di freschezza e complessità. Nelle giuste condizioni è possibile gestirne gli equilibri per ottenere gusti e sfumature differenti. Molto versatile, può essere vinificato in bianco, rosé o rosso: davvero affascinante questa sua capacità di trasformarsi! La sua buccia scura cela molti segreti qui in Franciacorta e i sui vini possono essere molto istintivi, naturali e immediati: i miei preferiti!

Gian Luca Uccelli

Enologo
Contadi Castaldi


Il primo ricordo, ciò che mi lega intimamente a questa azienda è quel mix di adrenalina e timore che fin dal giorno del mio primo assemblaggio accompagna ogni nuova “visione” della cuvée Contadi Castaldi

Incontra Gian Luca