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Contadi Castaldi Franciacorta
I vitigni
della franciacorta


I ceppi del territorio



I vitigni
della Franciacorta

Giancluca Uccelli

Il vigneto Contadi Castaldi copre 100 ettari, dislocati nei diciannove comuni della Franciacorta e distribuiti in tutte e sei le unità vocazionali di paesaggio.
Le variazioni geologiche e microclimatiche delle vigne, assommate a differenti metodi di coltivazione della vigna (Guyot, Cordone Speronato, Sylvoz, Archetto, Casarsa, Tendone) sono il segreto attraverso il quale abbiamo dato vita ad una nuova generazione di vini Franciacorta che convince per equilibrio, freschezza e forza di natura.
Gian Luca Uccelli, Enologo

Chardonnay

Chardonnay
Chardonnay

Attraverso lo Chardonnay possiamo portare nel bicchiere una delle caratteristiche più specifiche ed uniche della Franciacorta, ovvero la capacità di far maturare il frutto conservandone la freschezza e l’equilibrio originari.

Lo chardonnay, grande vitigno di origine francese è presente in Franciacorta dagli anni 50, probabilmente introdotto in concomitanza con l'altra varietà di uva a bacca bianca più diffusa in Franciacorta: il Pinot Bianco. Da subito le viti di chardonnay si sono distinte per regolarità produttiva, migliore conformazione del grappolo, grado zuccherino più elevato e colore dorato degli acini. Nel 1980 diventa un vitigno autorizzato e raccomandato per la provincia di Brescia, ad oggi occupa oltre 2.000 ettari di terreni iscritti all’Albo del Franciacorta, che corrispondono a circa l’80% della superficie totale.

La pianta è caratterizzata da medio vigore, ha foglie verde chiaro, grappolo caratteristico di colore verdastro tendente al giallo, mediamente compatto e con acini dotati di buccia robusta e spessa. Lo Chardonnay è soprattutto impiegato nella produzione di vini-base del Franciacorta, grazie alla sua ottima consistenza, aroma intenso, fragrante e complesso, con sentori varietali di frutta e di fiori, buona struttura e piacevole freschezza.

Pinot Nero

Pinot Nero
Pinot Nero

Il Pinot Nero in Franciacorta è una continua scoperta, non smette mai di sorprendere soprattutto quando portato al limite.

Con il 15% della superficie totale della Franciacorta, il Pinot Nero, originario della Borgogna, è la seconda varietà presente nel territorio. È uno dei vitigni più pregiati quanto complessi da lavorare, ha una variabilità comportamentale che lo porta a volte a interagire in modo imprevedibile con l’ambiente in cui è impiantato, dando, se gestito al meglio, grandi risultati sia vinificato in rosso che spumantizzato.

La pianta del Pinot Nero è abbastanza robusta e rustica, di colore verde scuro, con grappolo a pigna, molto serrato e di dimensioni ridotte. Presente anche nelle produzioni di Brut, Extra Brut o Zero, è un componente indispensabile per le cuvée del Franciacorta Rosé, nelle quali deve rappresentare almeno il 25%. Come sulla montagna di Reims, in Champagne, il Pinot Nero è il vitigno che conferisce carattere, struttura, complessità e longevità.

Pinot Bianco

Pinot Bianco
Pinot Bianco

Il Pinot Bianco è un vitigno da considerarsi un outsider. Vive le stagioni alla sua maniera, adattandosi in modo del tutto personale alle diverse condizioni climatiche. È di grande supporto soprattutto nelle annate difficili.

Terzo vitigno per diffusione in Franciacorta, il Pinot Bianco è un altro esponente della grande famiglia dei Pinot, occupando circa il 5% della superficie totale. Il Pinot bianco è usato nelle cuvée in percentuale massima del 50%. Il vino ha un corpo pieno ed elegante, buona acidità fissa, e il suo profumo ricorda la crosta di pane appena sfornato e, dopo evoluzione, intensi sentori ammandorlati.

La pianta del Pinot Bianco è dotata di buona vigoria, la foglia è verde intenso e il grappolo tende ad assumere tonalità meno dorate di quelle dello Chardonnay, rispetto al quale è anche molto più compatto.